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La Michielin e 2640: un capolavoro giovane e italiano.

Pop, elettronica, voce celestiale. La rivincita di Francesca Michielin si chiama 2640 ed è il suo ultimo lavoro discografico. Ho sempre guardato con un occhio un po' critico alla Michielin. No, non per la sua arte - la sua bravura è impossibile da mettere in dubbio - ma per il suo personaggio. Una ragazzina insicura buttata nell'industria musicale italiana che pur di stare al passo con i tempi cambia genere, sonorità, testi, passando dal pop lercio alla Pausini, fino ad arrivare al tormento e noncuranza dell'indie di Calcutta. Non ho voluto ascoltare subito 2640 , non volevo partire con i soliti pregiudizi. D'altronde Di20, Di20are e tutti gli album giù di lì non ho mai pensato fossero degni di entrare nella top music Italia, la mia personale ovviamente. Eppure mi son ricreduto. 2640 è qualcosa di superlativo: testi ricercati ma semplici, ti entrano nell'anima passando dai timpani, e riescono a descrivere esattamente la tua vita, seppur lei parli della s...
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Di cosa si tratta?

E' da tempo che ho riscoperto il piacere di scrivere, di dire la mia, esprimere il mio pensiero in un posto che magari non sarà il New York Times, ma comunque può essere il mio spazio che condivido col web. Non so ancora come gestire gli spazi, probabilmente utilizzerò il metodo delle "rubriche", per parlare del più e del meno, di stron*ate e di cose serie, di argomenti aulici o di come s'è vestita Rihanna durante i GRAMMY'S 2018. Tutto ciò prendendomi poco sul serio (come faccio quasi sempre) e precisando che quello che è in questo blog è frutto della mia testa, dei miei pensieri, delle mie opinioni: non ho la pretesa di dettare leggi universali. Buona lettura a chi si imbatterà in queste pagine virtuali. FP La faccia di caz*o in foto è la mia, così, giusto per avere presente chi scrive le cazzate.